In quest’opera astratta, come in un puzzle, si incastrano facce, strade, campi, frammenti del mondo giocoso di Nespolo. Occhi che guardano l’osservatore come a cercare un contatto, ma più realmente si tratta di figure e controfigure, maschere, un’umanità indifferenziata e anonima tra divertimento e tragicità. Figure che guardano noi, ma anche noi figure, essere effimeri entrambi che non possono rivendicare un’identità.