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Storie Stese
Grazia Varisco 1998, pannelli in lamiera verniciata
Finestra nera con coperte e panni stesi ad arieggiare. Rappresentante dell’arte cinetica usa elementi in movimento reali o percepiti, esplora l’illusione del movimento e la relazione tempo-spazio. E’ come coinvolgere lo spettatore in una sperimentazione percettiva. La percezione sensoriale domina sulla ragione. Varisco cerca una sua spazialità quindi sollecita il visitatore a proseguire mentalmente nel divenire dell’opera.